La Calabria di Corrado Alvaro

Corrado Alvaro
La poesia di Corrado Alvaro negli antichi sentieri della Calabria
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Corrado Alvaro (1895 – 1956) nasce a San Luca in Calabria
Corrado Alvaro, poeta calabrese
Tra storia, territorio e cultura, uno spunto per un percorso che può essere particolarmente avvincente nel tema di antichi sentieri.
Corrado Alvaro è il primo di sei figli di Antonio, un maestro elementare, e di Antonia Giampaolo, una ragazza di estrazione borghese, figlia del segretario comunale del paese, studia fino alle elementari nella sua San Luca, poi i genitori gli trovano posto per continuare gli studi in un collegio di Gesuiti. Partecipa alla prima guerra mondiale durante la quale, viene gravemente ferito. Si dedica ala giornalismo sin da giovanissimo coi giornalini universitari e scolastici, la carriera da professionista la inizia con “900” e dopo la caduta del fascismo dirige il quotidiano “Risorgimento “.
Poeta e scrittore, dalle prime opere manifesta la necessità di narrare la realtà umile, povera e dolorosa della Calabria
Scrittore di vigorosa serietà morale, è il pessimista rievocatore di una sua mitica e cara Calabria. Pur essendo infatti un intellettuale aperto all’Europa, grazie ai suoi soggiorni all’estero ed i suoi incarichi lavorativi soprattutto in Francia, egli è profondamente radicato alla sua terra e sin dalle prime opere manifesta la necessità di narrare la realtà umile, povera e dolorosa della Calabria sempre con i toni lirici ed evocativi di chi vive oramai lontano.
I problemi con il regime di Mussolini
Il realismo di Alvaro erroneamente scambiato per un atteggiamento politico ed ideologico, gli ha causato non pochi problemi con il regime di Mussolini, la critica del tempo non lo ha aiutato a scrollarsi dall’etichetta attribuitogli, anzi alimentava i sospetti del regime, per cui lo stesso Alvaro di sua decisione rinunciò a parecchi incarichi di prestigio. La sua poesia parlava volentieri di una Calabria mitica, fuori dal tempo, nettamente in contrasto con il mondo caotico delle metropoli. La sua terra era divenuta una sorta di paradiso perduto dove i caratteri somatici e caratteriali erano schietti precisi e duri come nei “racconti paesani” o nella sua più importante opera: Gente in Aspromonte, opera in 13 racconti tutti incentrati su contadini, pastori, emigranti, gente povera ed oppressa dai problemi legati alla sopravvivenza.
La Calabria di Corrado Alvaro
In Gente in Aspromonte, nel racconto omonimo, la storia tipica di molte realtà anche diverse e lontane dalla Calabria, la storia di uno oppresso e povero che decide di ribellarsi fino a diventare bandito. La tragedia finale nella decisione di costituirsi illudendosi di ottenere giustizia.
Tra le altre opere di Corrado Alvaro, “Poesie grigioverdi “, “L’uomo nel labirinto “, “L’amata alla finestra” e “Vent’anni “.
Muore a Roma dove si era stabilito fin dagli anni trenta, l’11 giugno 1956 nella sua casa di Piazza di Spagna.
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L’ente Parco nazionale dell’Aspromonte ha creato il Parco Letterario “Corrado Alvaro”, un itinerario culturale che comprende la casa natale del letterato, a San Luca. [senza fonte]
Nel 1997 è stata istituita, con sede a San Luca, una Fondazione che porta il suo nome, alla quale si deve anche l’istituzione del Premio Letterario Nazionale “Corrado Alvaro”.
La Provincia di Reggio Calabria nel 2015 ha intitolato a Corrado Alvaro il palazzo storico sede dell’amministrazione, ora sede della città metropolitana.



