Lo stocco di Mammola
La prelibatezza di Mammola da celebrare
In Calabria per stupire in cucina con lo stocco di Mammola
Quando ho iniziato, non esistevano influencer, food influencer, reporting ed altre terminologie che come me pubblicano in internet e social esperienze e suggerrimenti. Non credo di poter rappresentare nessuno di questi ruoli moderni.
Amo viaggare e descrivere sensazioni, omaggiare amici ed eccellenze.
Io mi sento più vicino a Re Italo o agli scrittori di storie e cronaca più recenti ristetto al primo, dell’era greco-romana. Nel mio viaggiare e per una serie di circostanze e legami con la Stiltour di Monasterace (sempre meritevole di lode) vengo spesso attratto dalle bellezze e tipicità della Calabria Jonica, quella che fu già Italia e poi Magna Grecia.
Mammola, ai piedi del Monte Bianco calabrese
In un mio recente impegno in Lussemburgo, ho avuto la fortuna di conoscere un calabrese di Mammola, Nicodemo. Innamorato del suo piccolo paese ai piedi del Monte Bianco… Ma come il Monte Bianco non sta in Piemonte!??? Si, si spiega Nico, la vera traduzione di Aspromonte è Monte Bianco, perchè spesso innevato ed era da sfondo a molte città della Magna Grecia, tradotto: Aspro = Bianco in greco. E’ errato ed ingiusto darle il senso di aspro come in italiano!
L’invito per conoscere il paese di Nicodemo …e dello Stocco …e del Santo …e del Museo… Non per la prima volta mi ritrovo ai piedi dell’Aspromonte.

Mammola, dove da generazioni si prepara lo stocco
A Marzo scorso, in macchina attraverso l’autostrada che cnduce a Reggio Calabria, facilmente raggiungo Mammola per dare seguito all’invito di Nicodemo. Con Eleonora, sua moglie, Nicodemo mi aspetta nella piazza centrale del paese, dove si celebra la sagra dello stocco di Mammola in agosto. Un caffe al bar e a piedi ci introduciamo in uno splendido borgo sorto urbanisticamente per come è adesso in epoca medioevale. Una breve visita allo spledido borgo e nel mezzo un groviglio di case a tre, quattro piani, l’abitazione di Nicodemo ed Eleonora… con tavola imbandita con ogni succulenta e variegata preparazione dello Stocco di Mammola.

A pranzo con lo stocco di Mammola
Eleonora orgogliosamente e perfetta padrona di casa, mi indica la specialità del posto, lo stocco con tutte le preparazioni e gli aspetti culturali della tipicità di Mammola. Nicodemo mi spiega la necessità di trattare lo stocco come alimento per la realtà contadina dal 1500, quando nei porti del regno di Napoli arrivava lo stoccafisso essiccato dalla Norvegia. L’abbinamento e la lavorazione con le acque provenienti a Mammola dai Monti della Limina, completava la trasformazione da stoccafisso a Stocco di Mammola. Una prelibatezza unica al mondo e pertanto il posto è pieno di buongustai e turisti enogastronomici.

Il buongustaio mammolese
Nicodemo estimatore e profondo conoscitore della bona tavola e del gusto, mi fa assaggiare in giro per il paese, le altre tradizioni di Mammola come il Pezzoduro, un tipico gelato; il pane pizzata e la ricotta con i formaggi delle fattorie locali. Meno preparato della cucina, ma da buon cicerone mi accompagna al museo Musaba di Nik Spatari, alla Limina e a Borgo Chiusa.
In tutto questo Nicodemo ha dimostrato profonda fede in San Nicodemo, il Santo protettore di Mammola.
(A Mammola forte della devozione, 70 su 100 uomini si chiamano Nicodemo, per cui per riconoscersi si ricorre ai sopranomi )
Ho anche io voluto dedicare un trafiletto di questa mia permanenza in Mammola a San Nicodemo.
San Nicodemo, la Grotta del Santo, 732 metri sul livello del mare, Monte Kellerano
Kellerana è un pianoro sulla sommità del monte (chiamato anche monte Kellerano o monte Cellerano, oggi monte San Nicodemo, nel comune di Mammola, territorio del Parco Nazionale dell’Aspromonte).
Sul Monte Kellerano, San Nicodemo, ha vissuto insieme con altri monaci illustri come San Fantino di Taureana e San Nilo di Rossano.
La grotta detta, appunto, di San Fantino è un luogo dove i monaci Bizantini si riunivano da asceti in preghiera. Sulla Sommità del Monte Kellerano, a 768 metri, si trovano tre croci, la prima rivolta verso lo Jonio, la seconda verso il Tirreno e la terza verso il santuario.
PS: Il pane pizzata “a pizzata in calabrese” è un pane tradizionale caratterizzato da una crosta croccante e un interno soffice e saporito. Pizzata calabrese, pane autentico e delizioso.
Lo stocco di Mammola si gusta meglio col Vino Bivongi

